Teatro Consorziale di Budrio

Senzaspine-Bollicine

Trascorrere lietamente le feste a teatro

Il mese di dicembre si apre al Consorziale con  la messa in scena del testo di Massimo Dursi e dedicato ad uno dei più leggendari personaggi di Romagna, ossia a STEFANO PELLONI DETTO IL PASSATORE, sabato 1 e domenica 2 dicembre, ore 21.00 con la regia di Giulio Pizzirani, e con lui una compagnia di 18 attori e il Coro Città di Faenza, diretto da Monica Ferrini. Musiche di Sergio Liberovici.

Seguirà martedì 11 dicembre, ore 21.00 LA LETTERA con  Paolo Nani.

A febbraio 2017 La lettera ha compiuto 25 anni; dal 1992 questo spettacolo è in perenne rappresentazione ai quattro angoli del globo, l’hanno visto in Groenlandia e in Giappone, in Argentina e in Spagna, in Norvegia e in Italia, oltre 1200 repliche per questo piccolo, perfetto meccanismo che continua a stupire, anche dopo averlo visto decine di volte, per la sua capacità di tenere avvinto il pubblico alle sorprendenti trasformazioni di un formidabile artista.

Paolo Nani, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti, riesce a dar vita a 15 micro storie, tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa. Perché non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo? vien fatto di chiedersi. La risposta sta nella incredibile precisione, dedizione, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico.

Per citare una recensione italiana di alcuni anni fa: “… alla fine, cessato il mal di pancia causato da 80 minuti di risate ininterrotte, rimane l’amaro in bocca nel constatare che un attore comico del genere lavora all’estero, mentre da noi, con qualche eccezione, imperversano per lo più satiri televisivi senza qualità. Mala tempora currunt…” Appunto…(30 dicembre 2009 – Il Giudizio Universale, Remo Bassetti)

La sera di Natale, come è tradizione da decenni, sulle tavole del Consorziale arriva il teatro dialettale bolognese con la Compagnia “Bruno Lanzarini” che rappresenta un testo classico di Alfredo Testoni GAITÀN E GAETANÉIN con la regia di Giampietro Tenan

Uno spaccato famigliare di fine ‘800 dove tutti sperano di essere quello che non sono e di avere quello che non hanno (insomma tutto alla rovescia). Alla fine però tutto s’aggiusta… perché l’amore vince sempre!

Chiude l’anno 2018 il 30 dicembre alle 17,30 il Concerto BOLLICINE con l’ORCHESTRA SENZASPINE, direttori  Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani.

Uno spumeggiante appuntamento di fine anno, tra giri di valzer, polke e quadriglie. Nella consueta atmosfera di gran gala, saranno eseguiti alcuni dei brani più celebri e amati della tradizione viennese fino all’intramontabile repertorio italiano. Non mancheranno le più belle pagine firmate dalla famiglia Strauss ed il gran finale con la Marcia di Radetzky,  in un crescendo di emozioni in musica, per festeggiare insieme il nuovo anno che arriva.

Gennaio porterà sabato 5 alle ore 16,30 IL GATTO CON GLI STIVALI  dell’Accademia Perduta – Romagna Teatri ,  spettacolo con attori e oggetti per tutti.

E’ questo uno spettacolo magico e divertente pensato per tutti i bambini, anche per i più piccoli, i magnifici oggetti di scena sono co-protagonisti con gli attori-narratori  – nei panni dei protagonisti – e narrano la propria storia, interpretando un testo in cui si rincorrono poesia e stupore.

Venerdì 11 e sabato 12 gennaio, ore 21.00 LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni

Al fianco di una splendida Amanda Sandrelli ci sono Alex Cendron, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci.

La Locandiera giustamente viene considerato un autentico capolavoro del teatro di tutti i tempi, non è certo perché la sua protagonista è la paladina del brio e dell’effervescenza. Tutt’altro. È una donna feroce, orfana, abituata a comandare, a difendersi e a lottare. Lottare su più fronti: lotta per portare avanti la locanda dopo la morte del padre, lotta contro quattro uomini in contemporanea, lotta per affermare la forza e la dignità di una donna amazzone, in un mondo in cui le donne sono solo oggetto di piacere o di disprezzo. Non siamo in una parte qualunque del mondo: la scena, precisa Goldoni nella prima didascalia, è in Firenze e questo è un grande affresco di toscanità.

2018-11-28T17:16:36+00:00Argomento: Teatro Consorziale di Budrio|