Teatro Comunale di Ferrara

Olimpia Fortuni

Da Olimpia Fortuni a Jan Fabre, gli stimoli della danza contemporanea

La stagione di danza, uno dei punti di forza della programmazione del Teatro Comunale di Ferrara, conclude in dicembre la parte più contemporanea della sua programmazione.

Nell’ambito del progetto Anticorpi verrà mantenuta l’attenzione per i giovani danz’autori. La piattaforma Fuoristrada, quest’anno sarà dedicata a due coreografi in costante ascesa come Olimpia Fortuni e Manfredi Perego.

Olimpia Fortuni sarà impegnata martedì 4 dicembre nella prima assoluta di Do animals go to heaven?, progetto che prende nutrimento da una sua esperienza personale, un suo viaggio in Namibia. L’autrice ha vissuto quel senso di bellezza e di sacralità della natura, che nasce dalla semplice osservazione degli animali nel loro habitat. Luoghi incontaminati dove la mano dell’uomo non è intervenuta. Il lavoro si interroga sul rapporto fra l’uomo e l’animale oggi, che mette in campo tutte queste problematiche in una riflessione fra luce e oscurità, in una riflessione sulla violenza, e su come l’iperproduttività di carne trasformi l’uomo in bestia e la bellezza in orrore.

Manfredi Perego presenterà la sua nuova creazione Labile Pangea mercoledì 5 dicembre. Uno spettacolo incentrato sul contrasto tra potenza e fragilità: potente come tutte le terre emerse assieme, come l’uomo nel momento in cui è attraversato dalla sensazione di invincibilità che lo accompagna per alcuni istanti, fragile come l’illusione di poter tenere tutto saldamente unito, sconfitto dal tempo che scorre senza accorgersi di noi. Labile Pangea è una riflessione sulla precarietà e su quel senso di instabilità perpetua nel quale scivola l’esistenza umana.

Giovedì 13 e venerdì 14 dicembre sarà poi presentato per la prima volta a Ferrara un lavoro di Jan Fabre, versatile artista belga di cui va in scena nell’interpretazione di Cédric Charron, suo interprete d’elezione, Attends, attends, attends… (pour mon père), uno dei suoi lavori più forti e intensi, in cui si riflette sul complesso rapporto che si sviluppa nel corso del tempo tra padri e figli. Un viaggio visionario, oscuro e perturbante, che indaga il senso del tempo nell’assoluta distanza percettiva esistente nel rapporto padre-figlio. L’uno, il padre, ha già visto tutto, l’altro, il figlio, deve ancora scoprirlo. E chiede tempo. La domanda quindi di Cédric al padre è chiara: “Aspetta, aspetta, aspetta!”. Un assolo sull’arte del procrastinare, del rimandare a più tardi, in cui il possibile prende forma in uno spazio-tempo sospeso, un limbo in attesa dell’inevitabile

Gli spettacoli avranno tutti inizio alle ore 21. I biglietti sono in vendita in biglietteria e online, sul sito web www.teatrocomunaleferrara.it

2018-11-27T16:41:25+00:00Argomento: Teatro Comunale di Ferrara|